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"Scialacca" di Kristine Maria Rapino

Sperling & Kupfer editore, 2025, 306 pagg. Incipit "Non l'aveva riconosciuto subito. Li aveva visti avanzare insieme, nella calura ancora estiva di quel tardo settembre. A piedi, lungo la strada sterrata interdetta alla circolazione. Erano in due: sagome all'altezza dell'orizzonte. Lontane. Troppo, perché potesse distinguerle. Se n'era accorto per caso, Gillo Lomonaco, mentre dal terzo gradino della scala a pioli sostituiva una lampadina in veranda. Per istinto, aveva abbassato la testa quel tanto che bastava a superare l'ingombro visivo del paralume di ferro e individuare la fermata dell'unica autolinea a raggiungere quella frazione di Sanmichele fuori stagione". La mia lampada ha illuminato questa frase: "Era stato quel mare per primo ad invitarla al battesimo delle cose. A suggerire un finale diverso alla bambina che si accontentava di tenere sulla mensola la sabbia di spiagge lontane, conservata nei contenitori di plastica per rullini ripo...

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"Prima che sia troppo amarti" di Annalisa Teggi

    Il Timone editore, 2024, pagg. 188.   Incipit "Se l'era cercata. Diana correva al buio pensando ai commenti sul suo necrologio. Non staccava gli occhi dall'unica luce davanti a sé. Aperti h24, un'insegna così anonima di giorno. Arrivarci, presto. Sentiva ancora addosso il fiato di alcol e sudore. Una voce roca era rigurgitata fuori da un angolo della strada. Un'ombra viva, arrabbiata o isterica si era sollevata da terra spalancando le braccia verso di lei. Un forte colpo a terra e una risata cavernosa. La stava rincorrendo?  O era rimasto in quel cantuccio nero di marciapiede?".   Pensieri luminosi Nel vocabolario   la parola "troppo" è sia un avverbio che un aggettivo e in entrambi i casi la definiscono come una quantità eccessiva, qualcosa più  del dovuto, più del giusto.  In definitiva sia che lo si qualifichi come avverbio o aggettivo, "troppo" ha un connotazione negativa e lo si può affiancare allo spreco come quello alimentare; o...

"Lisa Cannella. Diario di un burnout" di Elisabetta Ferone

  Bookabook editore, 2024, pagg. 151.   Incipit "Ma voi la conoscete la leggenda delle cappuzzelle del Palazzo Donna Elena? Mo ve la racconto un'altra volta, la dottoressa forse non la conosce. La signora Maria ha questo forte legame con il Donna Elena, come lo chiamano da queste parti, ed è impossibile evitare di fermarsi con lei almeno una volta passando di qui. Tutti devono essere informati della leggenda che interessa il palazzo. Ogni faccia nuova deve necessariamente sapere. Una tappa obbligata, un dazio".   Pensieri  luminosi  Il burnout è quell'insieme di sintomi che provengono da una situazione stressante continuativa legata ad un contesto lavorativo. In un quadro così logorante a livello psico-fisico la persona non riesce più a disporre delle sue risorse per fronteggiare un tale logoramento. Ecco che allora si arriva ad un punto tale che non si è più capaci di rispondere, fronteggiare una situazione complessa e si va incontro a sintomi molto spiacevoli,...

"Le anime forti" di Jean Giono

Titolo originale "Les ames fortes". Traduzione dal francese di Riccardo Fedriga. Casa editrice Neri Pozza, 2011, pagg. 286.     Incipit "Siamo qui per vegliare il corpo del povero Albert. Grazie, entrate pure, accomodatevi. Non ti devi affaticare, ti aspetta una giornata difficile. Va a riposarti. Saremo qui noi questa notte. Oh! Non riuscirò certo a dormire. Prova a sdraiarti un po'. Non posso restare qui? Ormai stai in piedi solo a forza di nervi, se loro ti abbandonano caschi a terra come un sacco di cucchiai. Quando penso... Non ci pensare. Vai a dormire".     Pensieri luminosi   In questo romanzo ci troviamo nella campagna francese a metà Novecento. L'atmosfera è alquanto buia e misteriosa, per certi versi gotica e paradossale. La maggior parte della servitù, presso il castello di Percy, sta vegliando il corpo senza vita di un uomo durante la notte. Servono candele, affinchè il defunto possa essere riconosciuto; molti di loro infatti, per paure ancestra...