Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta storico

"Tu che non parli" di Graziella Bonansea

VandA Edizioni, 2025, pagg. 334. Incipit "Di notte il caldo è insopportabile. Il sudore incolla braccia, gambe, schiena al lenzuolo. Ogni  minima oscillazione aumenta quel senso di soffocamento che arriva alle narici. E se nel letto si è in due è anche peggio. Un solo scatto aggrava il malessere generale. Il caldo mette chiunque sotto una cappa rovente. Il caldo divide, scompone, e le figure si moltiplicano come nel deserto, quando i vapori si alzano dalla sabbia". Pensieri luminosi Ci sono libri che fanno rumore, e poi ce ne sono altri che scelgono di restare in silenzio. Tu che non parli appartiene a questi ultimi: non entra nella vita del lettore con forza, ma si insinua piano, come una luce bassa che non disturba e proprio per questo illumina meglio.  Al centro del romanzo ci sono tre donne Bianca, Rachele e Rosita  legate da un filo che non è solo familiare, ma emotivo, quasi invisibile. La storia prende forma attorno a un’assenza, a una perdita che non viene mai ra...

"Figli di ieri" di Elisabetta Sala

  Edizioni Ares , 2024 , pagg . 307 .   Incipit  "Monno, Valcamonica, 23 settembre 1965. L'inizio della scuola era dietro l'angolo. Il bel sole di ieri non voleva tornare sui boschi, sui pascoli, sulle quattro case di pietra e sassi che parevano spuntare come funghi dal fianco della montagna.  Costantino guardava la pioggia sbattere contro il vetro e formare rivoletti giallastri sul pendio, coi fili d'erba che si chinavano a ogni goccia che li colpiva. Più in là, i profili dei primi  faggi sprofondavano in una nuvola bassa che pareva un lenzuolo".   Pensieri luminosi Ieri è un avverbio di tempo che indica il giorno precedente  rispetto a quello che scorre nel tempo in cui stiamo ora. Ieri come un momento passato, trascorso, finito, concluso nei suoi eventi ma che possono diventare una eco percepita debolmente o con più forza. Il tempo di ieri ci pone spesso a ripensarlo con più o meno gioia, dolore, sofferenza o a non volerlo ricordare per nulla nel m...

"Con gli occhi chiusi" di Edurne Portela

    Edizioni Voland, traduzione di Giulia Di Filippo, 2023, pagg. 161. Incipit "Mi guardano e mi sorridono. Mi parlano a voce alta e molto lenta, come se fossi lo scemo del villaggio. Mi guardano e  mi sorridono, lei mi ha salutato con la mano, da lontano, lui non lo fa mai. Io ho alzato una stampella come se fosse la mia mano e mi sono avvicinato, a piccoli passi, verso di loro. Quando sono arrivati in paese erano loro ad avvicinarsi a me, ma adesso sono rimasti lì, muovono i piedi impazienti, anche se sorridono. Mi sa che che non li vedevo da un po'. I giorni passano e a volte non mi rendo conto di quanti ne sono passati. Torno non so da dove, se da un pensiero o da un sogno, e ho l'impressione di aver trascorso molto tempo con gli occhi chiusi, come se per un po' fossi morto, perché no so dove sono stato né con chi, se ho pensato o mi sono mosso, se ho mangiato o cacato".   Pensieri luminosi Spesso si dice che per "poter vedere", cioè poter comprender...