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"Scialacca" di Kristine Maria Rapino

Sperling & Kupfer editore, 2025, 306 pagg. Incipit "Non l'aveva riconosciuto subito. Li aveva visti avanzare insieme, nella calura ancora estiva di quel tardo settembre. A piedi, lungo la strada sterrata interdetta alla circolazione. Erano in due: sagome all'altezza dell'orizzonte. Lontane. Troppo, perché potesse distinguerle. Se n'era accorto per caso, Gillo Lomonaco, mentre dal terzo gradino della scala a pioli sostituiva una lampadina in veranda. Per istinto, aveva abbassato la testa quel tanto che bastava a superare l'ingombro visivo del paralume di ferro e individuare la fermata dell'unica autolinea a raggiungere quella frazione di Sanmichele fuori stagione". La mia lampada ha illuminato questa frase: "Era stato quel mare per primo ad invitarla al battesimo delle cose. A suggerire un finale diverso alla bambina che si accontentava di tenere sulla mensola la sabbia di spiagge lontane, conservata nei contenitori di plastica per rullini ripo...

"Donna al piano" di Bernard Mac Laverty

Titolo originale "Grace notes".

Traduzione dall'inglese di Giuliana Zeuli.

Casa editrice Guanda, 1999, pag. 257.

 

Incipit

"Scese gli scalini davanti alla porta di casa e si incamminò verso la via principale. A quell'ora del mattino non c'era quasi traffico. Se passava una macchina, il rumore che faceva era esattamente quello di una macchina che passava sulla strada bagnata, non si sentiva nessuno degli altri rumori della città. Era ancora buio e le luci dei lampioni si riflettevano sull'asfalto. Si scostò i capelli dalla fronte e si tirò su il bavero, il più in alto possibile. L'impermeabile era spiegazzato, come se fosse appena stato tirato fuori da una valigia. Fece a piedi il tragitto fino alla fermata degli autobus, portando con sè una piccola borsa da viaggio".

 

Pensieri luminosi 

Dopo molto tempo lontano da casa Catherine McKenna torna in una Belfast fragile, recentemente colpita da un attentato nella sanguinosa e rabbiosa guerra tra cattolici e protestanti; avvolta dal dolore per la perdita del padre partecipa, insieme alla madre, al suo funerale. Rimanendo qualche giorno nella sua terra d'origine deve fatalmente ricordare e scontrarsi con il suo passato trascorso in una famiglia cattolica e fortemente tradizionalista. A partire da qui, con numerosi flash back lo scrittore ci accompagna in una vicenda intimistica che ruota attorno alla figura di Catherine, pianista e compositrice che ha fatto della musica la sua ragione di vita. Nel suo divenire artista ha attraversato varie fasi creative di altissime vette che l'hanno portata in giro per il mondo, regalando interpretazioni sublimi e originali. Questa sua genialità è stata apprezzata dalla sua insegnante di musica che dopo molti anni, ormai invecchiata e malata, ne apprezza come sempre le sue intuizioni sonore e quella musica interiore che l'ha resa unica e riconoscibile. Anche la madre ne tesse le lodi, ma qualcosa di incompreso e di sospeso aleggia nella loro interrelazione; è stata troppo lontana da casa e pochissime sono state le occasioni di sentirsi, di scambiare anche solo quattro chiacchiere per telefono. Catherine, disgustata da quell'ambiente nord irlandese maschilista ha deciso di vivere indipendente e libera a Glasgow, dove ha potuto ambire a qualcosa di meglio, arrivando a gioire di successi professionali di grande spessore. 
Ma Catherine ora più che mai sta vivendo un dolore lancinante, come una musica interrotta che risuona ma non dà più gioia perchè priva di anima.
In questo romanzo il sentire femminile diventa un percepire intimo e si  trasforma in musica nel suo linguaggio universale. Tantissime sono le occasioni nel libro in cui le parole, le frasi, i concetti, i sentimenti diventano parole-suono, lettere costruite sul pentagramma della vita che scorre e porta tutto con sè. Così in questa scrittura uditiva si sente il fruscio del vento, il clangore di un autobus sull'asfalto bagnato, la voce avvolgente del padre nel ricordo della sua vita passata, il suono metallico degli scalini di uno scivolo nei giochi d'infanzia. Il ricordo di ieri è carico di una valenza emotiva sonora che far ritornare tutto alla mente, sia nella gioia che nei momenti tristi e paurosi. Non può sfuggire a ciò che è stata a livello personale ma può rielaborare un domani migliore, catturare quella nota che manca nel suo presente doloroso che ora vive di una mancanza, di un dolore fisico e interiore che la svuota. 
L'autore ha catturato con estrema sensibilità il vivere femminile; le sue parole tra le pagine del libro sembrano metaforicamente note musicali che si intrecciano, diventano concerti dialoganti, alcuni più leggiadri, per lo più gravidi di timore, amarezze, sconfitte. Catherine, nel suo sforzo di riemergere dal suo torpore, alterna pause di riflessione, pensando drammaticamente sul qual è il modo migliore di uscire da un pantano emotivo che la stritola, da un amore malato, alcolico e di una vita che da poco stringe tra le sue braccia ad altre ricche di intuizioni. Tutto questo processo di evoluzione personale scorre parallelo ad una riscoperta, di un nuovo quaderno concertistico che forse le darà modo di uscire alla luce di una nuova melodia che intreccia anche le religioni tra di loro. 
Catherine è la figura di una donna che ha lottato con tutte le forze per esprimere al meglio il suo talento musicale, ha voluto fortemente affermare sè stessa sul cammino della vita tra migliaia di vite, così come sono le note tra le loro infinite sfumature e assonanze. Il suo stile di vita ad un certo punto riuscirà a ritrovare il suo parallelo nel suo stile musicale? Forte è in lei il desiderio di riappropriarsi del suo posto nel mondo, in un processo creativo di chi crea musica nel suo incedere complesso, colmo di rettifiche, cancellature, intuizioni; un sofferto cammino creativo che nutre il cuore, che porta la felicità, non slegata dal fluire dei pensieri e delle note che diventano tutt'uno. Si fa luce creativa in questo personaggio complesso e  tormentato; una figura femminile indimenticabile che saprà forse far rinnovare quel suo talento musicale in coraggioso e commovente esplorare.
Vi lascio alle altre tantissime suggestioni e sfumature di questo romanzo che fa della metafora poetica un altro modo di raccontare emozionante e indimenticabile.


La mia lampada ha illuminato questa frase:
"Un filosofo irlandese, il vescovo Berkeley o qualcuno del genere, diceva che le cose esistono soltanto quando qualcuno presta loro attenzione. Un po' come la musica".
 
 
 
Gli oli essenziali da utilizzare durante la lettura:
tre gocce di menta e tre gocce di lavanda da sciogliere nel bruciatore di essenze con candela bianca neutra, per stimolare lo spirito creativo e uscire dai momenti meno facili.
 
 
 
Un po' di luce sull'autore
Bernard Mac Laverty (Belfast, 14 settembre 1942 - vivente) è uno scrittore nord irlandese. Nel 1975 si è trasferito in Scozia, dove vive attualmente.

 
 Bibliografia essenziale
- "Lamb" (1980);
- "Cal" (1983);
- "The great Profundo & other stories" (1982);
- "La scuola di anatomia" (2001);
- "Matters of life & Death & other stories" (2006);
- "Vacanza d'inverno" (2017).




Lo scrittore Bernard Mac Laverty




 

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