Passa ai contenuti principali

"Tu che non parli" di Graziella Bonansea

VandA Edizioni, 2025, pagg. 334. Incipit "Di notte il caldo è insopportabile. Il sudore incolla braccia, gambe, schiena al lenzuolo. Ogni  minima oscillazione aumenta quel senso di soffocamento che arriva alle narici. E se nel letto si è in due è anche peggio. Un solo scatto aggrava il malessere generale. Il caldo mette chiunque sotto una cappa rovente. Il caldo divide, scompone, e le figure si moltiplicano come nel deserto, quando i vapori si alzano dalla sabbia". Pensieri luminosi Ci sono libri che fanno rumore, e poi ce ne sono altri che scelgono di restare in silenzio. Tu che non parli appartiene a questi ultimi: non entra nella vita del lettore con forza, ma si insinua piano, come una luce bassa che non disturba e proprio per questo illumina meglio.  Al centro del romanzo ci sono tre donne Bianca, Rachele e Rosita  legate da un filo che non è solo familiare, ma emotivo, quasi invisibile. La storia prende forma attorno a un’assenza, a una perdita che non viene mai ra...

"Gli dei notturni" di Danilo Soscia


 

Casa editrice Minimum fax, 2019, pagg. 248. 

 

 

Incipit

"Consumai gli anni a portare in scena sempre lo stesso fantasma. Gli impresari mi avevano ipotecato, e dentro la cifra di un nome ormai privo di senso stava scritto il contratto che mi legava a un'eterna pantomima. Dov'era Dio mentre fingevo di uccidere? Dov'era quando la gente accettava per vero il racconto delle nostre imprese, l'uomo bianco contro i demoni rossi, la scomposizione dell'umanita in salvi e dannati? Salivo a cavallo ogni volta con la certezza che sarebbe stata l'ultima. Non riuscivo a credere che la mia impunità potesse durare tanto a lungo, ma accade così quando nessuno ti ama".

 

 

Pensieri luminosi 

Il sogno è un particolare materiale narrativo; lo psicanalista Freud ne aveva fatto il suo pane quotidiano nella sua attività di studioso.
In questa serie di racconti si viaggia nelle menti sognanti di quaranta personalità che in bene o in male hanno fatto parte del ventesimo secolo. Qui sono accumunate da un'attività onirica che li racconta in poche pagine; sprazzi di ricordi, bagliori indefiniti di pensiero, visualizzazioni contorte, focolari domestici, legami fraterni, deprivazioni.
Soscia, come un moderno Freud, che trascrive ma non interpreta, prende appunti su un quaderno e restituisce a noi ciò che ascolta, seduti su un lettino, pezzi di vita sognante di uomini e donne.
La lettura di questo testo mi ha portato a cercare di comprendere l'incomprensibile, perchè il sogno è infatti composto di fugaci immagini, simboli, sprazzi di realtà irreale. Ed è proprio con questa modalità che si deve provare a leggere il libro in cui l'incoerenza diventa coerenza, l'immaginifico prende il sopravvento e si trasforma in realtà distorta e da osservare con occhiali sfuocati pensieri, concetti, idee, descrizioni.
Le biografie raccontate si trasformano in ipnografie, cioè vengono ricomposte in un cammino onirico.
L'idea è davvero originale. Le personalità del secolo scorso vengono raccontate quando hanno gli occhi chiusi, nel sonno, in un istante in cui, tra le braccia di Morfeo, si lasciano andare dalle costrizioni dell'Io e raccontano di ciò che hanno pensato, creato, riflettuto, amato, odiato, inventato, sofferto, distrutto, liberato.
Raccontare dei loro sogni è stato anche camminare nel secolo scorso, un periodo contradditorio, doloroso, estremista, epocale, distruttivo, compassionevole.
Nella lettura (molto complessa, irritante, fastidiosa, a tratti incomprensibile, nonsense, ma è così che sono i sogni) mi sono lasciata guidare da visioni e suggestioni di una scrittura che, seppur legata al sogno e quindi di per sè evanescente, mi ha lasciato concrete sensazioni, frammenti di visioni come scene teatrali che cambiano  dietro le quinte di un palcoscenico.
Per Soscia gli dei notturni sono politici, artisti vari, sportivi, attori che dall'Europa solcano il mare e si spingono fino agli Stati Uniti e all'estremo Oriente.
Un agglomerato di vicende, piccole virtù, vizi inconfessabili raccontate dai protagonisti stessi, forse per lenire il senso di colpa, il tormento, il rimorso.
Gli dei sembrano caduti; nei loro sogni li ho percepiti tremendamente umani, figure labili con i loro conflitti, fragilità, paure, angoli bui. Sembrano impantanati in un fango colloso di cui mi sembra di percepire l'odore disturbante.
La storia sognante di ciascuno la si può vedere come un multi pensiero, in cui la creatività benevola o malvagia e il genio diventa prorompente in un ideale, in un innovativo stile pittorico, in un fenomenale atto musicale o di danza.
Tutti loro hanno lasciato all'eternità qualcosa di grande, nel bene e nel male, accumunati da quella brama di vivere e in quell'angoscia esistenziale che li hanno resi anime viaggianti.
Il consiglio, per chi desidera intraprendere questo percorso sconnesso dentro questo libro, è di leggere prima le biografie di ciascun deo notturno proposto dall'autore per comprendere, almeno in una millesima parte, il sogno descritto.
Lascio a voi scoprire quali personalità tratteggia oniricamente lo scrittore.


La mia lampada ha illuminato questa frase:
"Se l'anima è simile a un vaso che si colma della quantità necessaria e sufficiente di luce, quello che riuscivo a vedere spazzava via l'argine di questa misura".
 
 
 
Un po' di luce sull'autore
Danilo Soscia (Formia, 4 aprile 1979) è uno scrittore italiano. Laureato in lettere moderne all'Università di Pisa, si è poi specializzato in letteratura di viaggio, in particolare ai viaggi degli scrittori italiani in Asia orientale e della ricezione della cultura cinese in Italia attraverso il cinema, la letteratura e le arti in genere.
 
 
Bibliografia essenziale 
 - "In Cina. Il Grand Tour degli italiani verso il centro del mondo" (2010);
- "Forma sinarum. Personaggi cinesi nella letteratura italiana" (2016);
- "Atlante delle meraviglie" (2018). 
 
 
 
 
Lo scrittore Danilo Soscia

 
 Per l'acquisto del libro
 

 


 

 
 
 
 
 
 



 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Le anime forti" di Jean Giono

Titolo originale "Les ames fortes". Traduzione dal francese di Riccardo Fedriga. Casa editrice Neri Pozza, 2011, pagg. 286.     Incipit "Siamo qui per vegliare il corpo del povero Albert. Grazie, entrate pure, accomodatevi. Non ti devi affaticare, ti aspetta una giornata difficile. Va a riposarti. Saremo qui noi questa notte. Oh! Non riuscirò certo a dormire. Prova a sdraiarti un po'. Non posso restare qui? Ormai stai in piedi solo a forza di nervi, se loro ti abbandonano caschi a terra come un sacco di cucchiai. Quando penso... Non ci pensare. Vai a dormire".     Pensieri luminosi   In questo romanzo ci troviamo nella campagna francese a metà Novecento. L'atmosfera è alquanto buia e misteriosa, per certi versi gotica e paradossale. La maggior parte della servitù, presso il castello di Percy, sta vegliando il corpo senza vita di un uomo durante la notte. Servono candele, affinchè il defunto possa essere riconosciuto; molti di loro infatti, per paure ancestra...

"Sorelle. Una saga tra il Friuli e Trieste" di Barbara Pascoli.

    KAPPA VU edizioni, 2022, pagg. 289.   Incipit   "Erano tutte in cucina, accanto al fogolâr acceso. Circondata dalle figlie, Rosa teneva tra le braccia l'ultima arrivata.   - Avete visto che bella? - disse, scostando la copertina dal volto della neonata. Caterina sorrise. Con le gote screziate, le mani vizze e le piccole unghie ritorte come artigli, la sorellina le pareva uno scherzo della natura, ma per niente al mondo se lo sarebbe lasciato scappare. A soli dieci anni, aveva già capito che certi pensieri era meglio tenerli per sè".  Pensieri luminosi   Per riflettere su questo romanzo vorrei partire dal concetto di sorellanza che si addice molto a questa narrazione. Già di per sè il titolo focalizza l'attenzione su un legame, appunto quello tra sorelle, che prima di tutto è un rapporto sanguigno, naturale. Ma la scrittrice Barbara Pascoli propone una visione più allargata di questo legame, che non è solo consaguineità; su tratta infatti di una spe...

"La felicità nei giorni di pioggia" di Imogen Clark

   Libreria Pienogiorno, 2025, pagg. 414.     Incipit   "Agosto 2018 Miei cari amici, se state leggendo questa lettera allora devo essere morta. ( Ho sempre voluto dire una frase del genere... fa tanto Agatha Christie! E per favore, non piangere, Leon. É solo una battuta!) Sul serio, però, voglio ringraziarvi tutti per essermi stati vicini in questi ultimi due mesi. É stata dura, ma avervi dalla mia parte ha reso più facile affrontare tutto quello che è successo. A essere sincera, non so come avrei fatto senza di voi. Non avrei potuto desiderare amici migliori".       Pensieri luminosi     Quando ho letto il titolo di questo romanzo mi è venuto in mente l'odore caratteristico della pioggia che cade a terra dopo giorni di sole e che ha il nome di petricore. È una sensazione olfattiva che sale alle narici e che ha il sentore di oli vegetali sprigionato dalle piante e dalla geosmina, una sostanza terrosa prodotta dai batteri nel terren...